Pubblicazioni
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Working Holidays! Un diciannovenne punta tutte le fiches della sua confusa esistenza in un viaggio-soggiorno a Londra, attratto dal mito di avventure, di lavoro facile, di sesso a ogni angolo, ma i suoi sogni si infrangono su una barriera di imprevisti e niente sembra prendere la piega giusta. Sarà la solitudine delle foreste e dei castelli scozzesi a mettere ordine e a preparare il suo rientro alla grande. Un gustoso racconto in presa diretta, senza pudori e ricercatezze posticce. Santo Sammartino, nato a Zurigo nel 1966, è stato il vincitore della sezione inediti 2004 del premio Albatros. |
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Barco de fero Un’avventura di mare e di vela: l’attraversata dell’Oceano Atlantico meridionale da Paraty in Brasile a Cape Town in Sudafrica. Quasi sttemila chilometri a bordo di una piccola imbarcazione lunga quattordici metri, con il miraggio di uno scalo a Tristan da Cunha, l’isola leggendaria che ospita la comunitĂ umana piĂą sperduta del mondo. Tra estenuanti calme e insidiose burrasche, quando il viaggio interiore si specchia nelle manifestazioni sublimi di una natura potente, il Barco de fero regala ai suoi naviganti momenti di autentico stupore. Fabrizio Veronesi è nato a Brescia nel 1960. Finalista nel 2004 al premio Albatros per la letteratura di viaggio di Palestrina, per la sezione inediti |
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MetĂ cielo, mezza luna Un rischioso viaggio compiuto nel 1973 in solitaria e con mezzi pubblici tra Turchia orientale, Iran, Afghanistan e Pakistan. Un testo di rara qualitĂ e delicatezza per raccontare in presa diretta la grande spiritualitĂ della mistica islamica e il paradosso di una societĂ in cui ancora oggi le donne sono “un dono di Allah al maschio”. Al lettore la riflessione sul confronto in atto tra 1′occidente dei diritti femminili duramente conquistati e una cultura dominata dalla sharìa. Maria Silvia Codecasa, antropologa e grande viaggiatrice, ha vinto per la sezione inediti il premio Albatros 2005 |
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Filmistan Effetto Tibet Un’avventura nel Paese delle Nevi, tra antichi racconti e nuove realtà . Un viaggio tra misticismo e ribellione, il “messaggio in bottiglia” per una cultura millenaria che rischia di scomparire. I suoi scritti nello zaino, telecamere al posto dei block notes, due amici partono per il Tibet intenzionati a ripercorrere le tappe dell’incredibile viaggio compiuto trecento anni prima dal gesuita toscano Ippolito Desideri. Il progetto, accarezzato da tempo, servirà a documentare quel che è cambiato e quel che invece è rimasto immutabile nel “Paese delle Nevi”. Il viaggio comincia e si trasforma in mille viaggi: su e giù per la catena himalayana i due amici fanno incontri pericolosi e strabilianti, percorrendo a volte la stessa strada dei ribelli Kashmiri o di quelli maoisti, imbattendosi in lama ieratici e turiste golose. Nico Bosa, è laureato in Scienze forestali e insegnante di scuola media. Effetto Tibet è il suo primo libro, vincitore nel 2006 della sezione inediti del premio Albatros per la letteratura di viaggio di Palestrina. |
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Bangladesh Inferno di delizie Doveva essere solo il viaggio di una settimana, il tempo necessario per raccontare cosa facevano i chirurghi umanitari, poi Stefania sarebbe tornata a occuparsi di costume e tendenze. Questo era il piano del direttore e, in fondo, anche il suo. Le cose, però, sono andate diversamente. Il Bangladesh, Paese difficile e privo di lusinghe, «non bello o brutto, ma prima di tutto doloroso» l’ha sedotta e trattenuta, almeno per quel che riguarda la mente e il cuore. Quale tipo di amore si possa nutrire per il posto più inquinato del mondo - dove lo sviluppo ha paradossalmente assetato una popolazione che vive sull’acqua - si capisce soltanto se si fa come lei: si indossa un colorato three pieces e si va tra la gente, a volte limitandosi a osservarne i gesti. Ecco, allora, che diventa possibile sapere di Cheika, che ha studiato per lavorare e non per trovare un buon marito, o di Ramon, bambino di strada adottato in Olanda, dove la sua fatica a inserirsi è stata scambiata per malattia. «Gli occidentali credono che la massima aspirazione di chi è nato nel Terzo Mondo sia diventare come loro. Io credo che la massima aspirazione di ogni essere umano sia diventare se stesso», le dirà Ramon, lasciando queste parole a fondamento dell’intero reportage. Ospedali per bambini e villaggi di prostitute, pregiudizi razziali e sincretismo religioso, paure ataviche e nuovi fantasmi: un racconto di autentica solidarietà emotiva, che nulla concede ai facili pietismi. Stefania Ragusa, giornalista professionista, Stefania Ragusa fa parte della redazione di Glamour e collabora con varie testate, tra cui il Manifesto, Nigrizia, Popoli. Ha lavorato con fotografi famosi come Steve McCurry e Guido Harari, con il quale ha pubblicato il libro fotografico Khulna, Bangladesh. |





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