A conclusione della rassegna culturale “Incontri d’inverno” organizzata
dall’associazione culturale Lupus in Fabula con la collaborazione del comune
di Palestrina (Rm)
INCONTRO EVENTO CON RAIZ (ex Almamegretta) e Giuseppe de Trizio!
Domenica 2 marzo alle ore 21.00 presso la sede dell’associazione in Vicolo
del Duomo,5 a Palestrina. In allegato la locandina della serata.
Ingresso a sottoscrizione.
NOTE:
All’anagrafe risulta come Gennaro Della Volpe. Alle cronache musicali s’è
presentato come Rais, Raiss, Raiz. Uomo dai mille nomi e dalle mille
collaborazioni, ma soprattutto voce caliente della Napoli affermatasi
all’inizio degli anni Novanta, quando esplodeva la Tangentopoli locale e,
tra club del centro storico e centri sociali, esplodeva soprattutto una
nuova scena di talenti musicali capaci di coniugare tradizione e modernità,
Partenope e il resto del mondo. Fin dall’esordio, nel 1992, gli Almamegretta
rappresentano the next big thing dell’italian wave, il punto di riferimento
per il suono di un decennio. Reggae e funky esplodono nell’ugola carnale di
Gennaro e scoprono le proprie origini partenopee, tra una tammurriata e un
canto a fronna.
Con gli Alma Raiz raccoglie recensioni entusiastiche, registra
album-capolavori, infiamma le notti, scopre quant’è difficile lavorare per
una piccola etichetta indipendente come per una major.
Ma la sua curiosità e il bisogno di crescere lo portano spesso ad andare
“oltre” la band: la sua voce incontra i Massive Attack, Pino Daniele, i
Letfield, gli Orchestral World Groove di Gaudì, gli Asian Dub Foundation,
Mauro Pagani, Daniele Sepe dà vita al progetto Ashes con Bill Laswell ed
Eraldo Bernocchi, si fa sentire nel “Tangerine cafè” di Luigi Cinque come
nell’esperimento sulla taranta salentina di Stewart Copeland. E poi il
teatro (Brecht con i Cantieri Teatrali Koreja, i readings canori su versi
della beat generation) e il cinema come attore (”Cuore scatenato”, il
western siciliano di Gianluca Sodaro) e come autore di colonne sonore (”Luna
rossa” di Antonio Capuano”).
Con voce unica, indiscutibilmente una delle più belle della scena italiana
di oggi.
Usa le lingue che gli appartengono (il napoletano, l’italiano e l’inglese)
per raccontarsi attraversando le musiche gli appartengono (il reggae, il
soul, la forma canzone). Insomma, l’odissea consapevole di un wop (il suo
primo lavora da solista), come un tempo si chiamavano gli emigranti italiani
in America, lavoratori senza documenti.
Il suo secondo album si intitola “Uno”.
Giancarlo Possemato

